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31.08.2015
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Casalasco e Arp danno il via al primo gruppo italiano del pomodoro

“Un’importante dimostrazione di maturità e consapevolezza del mondo agricolo che accetta le sfide del mercato, agendo da protagonista con visione strategica”. Così Paolo Voltini, presidente del Consorzio Casalasco, commenta l’avvenuta fusione tra la cooperativa agricola specializzata nella produzione e trasformazione di pomodoro da industria proprietaria del marchio Pomì e Arp, gli Agricoltori Riuniti Piacentini.

L’operazione, messa a punto la scorsa settimana, porta sulla scena dell’agroalimentare italiano una realtà forte e unica, un gruppo che si attesta primo in Italia per la produzione e la trasformazione di pomodoro da industria e terzo in tutta Europa.
Numeri e valori economici raccontano senza ombra di dubbio la rilevanza del nuovo nato. Si parla di 370 aziende agricole - situate principalmente tra le province di Piacenza, Cremona, Parma e Mantova - con quasi 7.000 ettari di terreno coltivati a pomodoro, per una produzione complessiva di oltre 550.000 tonnellate. Il gruppo, che attualmente occupa circa 1.300 dipendenti tra personale fisso e stagionale, disporrà di oltre 50 linee di confezionamento installate presso gli stabilimenti di Rivarolo del Re, Fontanellato e Gariga di Podenzano (sede A.R.P.), generando un volume d’affari di circa 270 milioni di euro.

“Questa operazione, che vede come protagonista la filiera agricola - commenta Costantino Vaia, Direttore Generale del Consorzio Casalasco del Pomodoro-,  rientra in un progetto strategico di espansione e consolidamento sui mercati internazionali. Il completamento del portafoglio prodotti e l’opportunità di nuovi canali di vendita ci permetteranno una fase di ulteriore crescita e sviluppo soprattutto sulle produzioni a nostro marchio, rendendo in questo modo Pomì un brand ancora più forte. Inoltre le sinergie gestionali e l’ottimizzazione dei processi produttivi contribuiranno a migliorare i livelli di redditività”.

Alla base dell’unione ci sono i valori da sempre condivisi tra le due aziende: uno stretto legame con il territorio, alti standard qualitativi e sistemi innovativi di tracciabilità per una filiera corta e sostenibile. Assieme, sarà più facile per le due realtà puntare al rafforzamento strategico sui mercati internazionali, con l’ampliamento del portafoglio prodotti e la definizione di nuovi canali di vendita, potenziando la distribuzione di prodotti sia a proprio marchio (Pomi) che private label.