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22.05.2013
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ITALIAFRUIT NEWS - IL SISTEMA ORGANIZZATO CHE VORREMMO ... CON AMBROGIO DE PONTI – PRESIDENTE UNAPROA
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Testata : ITALIAFRUIT NEWS


IL SISTEMA ORGANIZZATO CHE VORREMMO ... CON AMBROGIO DE PONTI – PRESIDENTE UNAPROA

Della Casa – Presidente, sentendo quanta tecnocrazia e quanti tecnicismi sovrastino la revisione della PAC e dell'OCM, mi riesce difficile pensare ad una riduzione dell'asfissiante impianto burocratico attuale che tutti auspichiamo, ma nonostante questo penso dovremo comunque ritagliare un ruolo operativo più effciente ed efficace al nostro sistema organizzato per renderlo sostenibile rispetto alle sfide che ci aspettano? Cosa ne dice?

De Ponti – Unaproa ha già intrapreso da tempo un'integrazione del suo ruolo di rappresentanza sindacale del sistema delle OP e di struttura di gestione di provvidenze pubbliche per dedicarsi allo sviluppo di servizi avanzati, tanto è vero che nell'assemblea di ieri per la prima volta la nostra organizzazione ha potuto presentare ai soci ricavi da servizi erogati che hanno superato i proventi da contributi. Si è lavorato tanto nell'area dell'organizzazione, quanto in quella del mercato e della valorizzazione mettendo finalmente a frutto il grande lavoro fatto sui 5 Colori del Benessere. E' un passo significativo di evoluzione del nostro ruolo e della nostra operatività al servizio del sistema organizzato che va nella direzione che lei indicava.

Della Casa – Presidente, il sistema soffre anche di dimensione organizzativa insufficiente, soprattutto al sud. I dati presentati da Ismea sono impietosi. Cosa si può e cosa dobbiamo fare per dare un'accelerazione convincente a questa situazione critica?

De Ponti – Oramai è tempo di abbandonare le organizzazioni di carta e fare mercato. Per fare mercato le dimensioni di scala sono oggi una necessità. Non è un problema di fissare dimensioni minime accessibili ma insufficienti per costruire OP che stiano sul mercato. Occorre guardare la realtà che abbiamo di fronte e fare tutti uno sforzo per dotarci delle imprese che servono al mercato in cui devono competere. Non dobbiamo essere noi ad avvallare operazioni che non ci sembrano adeguate allo scenario competitivo che abbiamo di fronte. Se crediamo in questo dobbiamo fare cultura aggregativa e supportare lo sviluppo di OP e AOP che siamo dimensionate alle sfide di domani e accompagnarle in questo percorso.